ChatGPT contro ChatGLM
L’industria dell’IA ama raccontarsi come quella che spezza ogni schema; poi però si incaglia in una delle questioni più vecchie del diritto dei marchi: inventarsi un nome che la gente non confonda con quello del concorrente.
Il 27 agosto l’ufficio marchi di Taiwan ha dato ragione a OpenAI nell’opposizione contro "ChatGLM" e ha disposto la cancellazione del marchio registrato da Zhipu AI. Ha applicato l’articolo 30, comma 1, n. 10, della legge locale: i due segni, presi nel complesso, si assomigliano e riguardano prodotti molto vicini. Chi incontra ChatGLM potrebbe pensare che dietro ci sia OpenAI o un’impresa a questa collegata.
In difesa Zhipu ha sostenuto che "Chat" fosse una parola comune, debole, usata da molti nel settore. Non è un’obiezione sciocca ma il TIPO ha guardato alla struttura dei nomi nel loro insieme e a quanto il pubblico taiwanese conoscesse già CHATGPT. Su questo punto le prove di OpenAI hanno prevalso: articoli e libri disponibili a Taiwan mostravano quanto il marchio fosse entrato nell’uso e nel discorso pubblico.
Il materiale prodotto da Zhipu, in parte successivo alla registrazione e in parte poco indicativo della situazione taiwanese, non dimostrava un’analoga familiarità con ChatGLM.
Io penso che Zhipu abbia scelto ChatGLM proprio per richiamare ChatGPT e approfittare della notorietà costruita da OpenAI. E' solo un mio pensiero e il TIPO non ha accertato questa intenzione: gli è bastato il rischio di confusione per cancellare il marchio.
Se l’obiettivo era farsi associare al concorrente, direi che la scelta del nome ha funzionato fin troppo bene!




