REVERSE CONFUSION in salsa AI
OpenAI lancia GPT‑6 Astra il 3 settembre; il 5 ottobre TradeSun la cita davanti al giudice federale di San Francisco: sostiene di usare ASTRA dal 2021 e di aver registrato il marchio presso l’USPTO nel 2022 per servizi software basati sull’intelligenza artificiale.
TradeSun teme che la diffusione del nome scelto da OpenAI finisca per farla passare per l’imitatrice o induca i clienti a credere che il suo software sia collegato a OpenAI.
Nella reverse confusion la notorietà del secondo arrivato può oscurare chi usava già il marchio fino a rovesciare la percezione di CHI abbia copiato CHI.
C’è un altro aspetto interessante.
TradeSun indica fra i propri clienti anche banche e istituti finanziari e nel ricorso prospetta un rischio preciso: un cliente, pur sapendo di acquistare da TradeSun, potrebbe credere che il suo ASTRA sia basato su un modello OpenAI. Questo equivoco potrebbe condizionare il giudizio sull’affidabilità e sulla sicurezza della piattaforma, la quale verrebbe valutata anche sulla base delle caratteristiche di una tecnologia altrui sulla quale TradeSun non ha controllo.
Un precedente utile da ricordare è "Sands, Taylor & Wood v. Quaker Oats": nel 1984 Quaker Oats, la società allora proprietaria di Gatorade, lanciò una campagna con lo slogan "Gatorade is Thirst Aid" mettendo in evidenza le parole "Thirst Aid". THIRST-AID era però già un marchio registrato per bevande e sciroppi sul quale Sands, Taylor & Wood fece valere i propri diritti.
Nel 1992 il Seventh Circuit confermò la contraffazione per reverse confusion perché la campagna poteva indurre il pubblico ad attribuire a Quaker Oats anche i prodotti contraddistinti dal marchio anteriore. Affiancare il nome Gatorade allo slogan poteva anzi rafforzare quell’associazione.
Oggi TradeSun chiede l’accertamento della contraffazione, l’inibitoria all’uso di Astra, i profitti attribuibili all’uso contestato e il risarcimento dei danni. OpenAI dichiara invece che la causa è priva di fondamento. Se TradeSun ottenesse quanto chiede, OpenAI dovrebbe togliere Astra anche dalla documentazione tecnica e dai canali dei distributori e comunicare l’ordine ai partner e ai clienti. Il cambio di nome arriverebbe dunque fino a chi distribuisce il modello e a chi lo ha acquistato.


