Convegno sul prestito bibliotecario (c'entra anche il diritto d'autore)

La Federazione Unitaria Italiana Scrittori, organizzazione di categoria degli scrittori italiani, promuove a Roma il 23 e 24 settembre un convegno sul prestito bibliotecario. 
Leggendo il comunicato mi sono soffermato sulla ricerca annunciata circa i prestiti del biennio 2024-2025: l'intenzione è identificare opere e autori per consentire una remunerazione individuale; una questione di diritto d’autore molto concreta.

Una biblioteca compra un libro e lo presta; verrebbe da chiedere che cosa resti da remunerare visto che una copia è già stata pagata. Ma l’acquisto dell’esemplare e il diritto di prestito sono cose distinte: la Corte di giustizia lo ricorda nella sentenza C‑174/15 spiegando che la vendita non esaurisce il diritto di prestito. 
La remunerazione prevista dalla disciplina del prestito pubblico riguarda quindi un’utilizzazione dell’opera diversa dalla vendita della copia.

Questo aiuta anche a discutere senza mettere sul banco degli imputati le biblioteche. Si può voler mantenere l’accesso alla lettura e, nello stesso tempo, chiedere come venga riconosciuto il diritto patrimoniale di chi ha scritto. 

Non mi convincerebbe l’obiezione che, in fondo, l’autore dovrebbe essere già soddisfatto di essere letto: se la questione è economica vorrei poterne parlare senza dover prima dimostrare un adeguato disinteresse per il denaro.

La ricerca potrebbe essere utile proprio su questo punto purché non si dia per risolto il passaggio dal titolo presente in catalogo alla persona titolare del compenso. 
Mi piacerebbe capire come vengono trattate le diverse edizioni e come si individuano gli aventi diritto, soprattutto quando intervengono traduzioni e rapporti con l’estero. 
Sono domande sul metodo, non obiezioni alla ricerca la cui presentazione è annunciata per il 24 settembre. 

Per valutare una ripartizione individuale servirebbero queste risposte almeno quanto il numero complessivo dei prestiti rilevati.

Related post